Pier78

Uno. Ed uno soltanto.

Dopo una giornata campale, in cui sono rimbalzato un po’ dappertutto, non contento questa sera mi sono concesso una bella camminata. Lunga ed intensa.

Auricolari nelle orecchie, la mia musica preferita al volume adeguato e via per due ore circa. Avevo bisogno di pensare, di capire ed ogni volta che mi serve farlo, non trovo niente di meglio che camminare. Perché con la musica che mi accompagna, sono solo io. Io, con i pensieri su cui voglio cercare di far chiarezza.

Stasera però è servito a poco o niente perché invece di fare chiarezza sulle ombre, non solo queste non se ne sono andate ma se ne sono presentate di altre.

Tra le varie cose a cui ho pensato, mi sono accorto di un enorme limite che ho. Me ne sono reso conto, in maniera chiara, proprio questa sera.

Mi sono accorto che io riesco ad amare in maniera esclusiva. Di qualsiasi aspetto si tratti, dalle cose alle persone, per me ne esiste uno/a e soltanto uno/a. C’è anche un simbolo logico-matematico che rappresenta il mio pensiero:  exist ! , esiste ed è unico.

Solo in rarissimi casi ammetto la polivalenza del sentimento, per i famigliari ad esempio. Forse sono egoista, ma non sono mai stato capace di suddividere il mio bene in più parti. Posso voler bene in modo differente, ma il bene assoluto è unico.

Già da piccolo. Avevo tanti peluches ma ne volevo sempre e solo uno. Potevano comprarmene a tonnellate ma il mio preferito era un orsetto, forse il primo che ho avuto. Nessuno l’avrebbe potuto sostituire. Dormiva con me e mettevo lui comodo nel letto e per far star bene lui, dormivo io in un angolo.

Non ho mai avuto due cellulari, tanto per iniziare con le cose stupide. Non ho mai avuto due cellulari perché sapevo che avrei finito col preferirne uno solo e per l’altro sarebbero stati soldi sprecati. Uno ed uno soltanto.

Ho sempre fatto il tifo per una squadra di calcio, sia nel bene che nel male. La squadra è una delle poche cose che, nella vita, non cambia. Una ed una soltanto. E tra i calciatori ce n’è stato uno ed uno soltanto che mi abbia fatto innamorare del calcio. Tanto da ammirarlo in tutte le squadre di cui abbia vestito la maglia. Chi l’ha sostituito ha vinto molto più di lui ma non è mai riuscito a prendere il suo posto nel cuore e a farmi ancora amare un “numero 10” come è stato in grado di fare lui.

Di amici e conoscenti ne ho e ne ho avuti tanti, diversi ma tra tutti quelli che sono transitati o fermati nella mia vita c’è sempre stato qualcuno che preferissi in modo particolare. L’amico d’infanzia con cui si è cresciuti è sempre uno ed uno soltanto. Per qualche motivo l’amicizia può cambiare, può finire, si possono intraprendere strade differenti. Cambia il migliore amico, cambia il nome, ma resta comunque uno ed uno soltanto.

Ho avuto diversi cani durante gli anni. Prima uno, poi due, poi tre, poi uno. Poi ancora due, tre e ora due. A tutti ho voluto un gran bene ma nelle occasioni in cui ne ho avuti diversi, mi sono accorto di preferirne uno. Fino ad arrivare a Zero che è stato il mio primo cane. Quello che io ho scelto, quello a cui io ho dato il nome e quello che io ho accompagnato fino all’ultimo giorno, ricambiando il suo immenso affetto. Dopo di lui ho scelto di non volere più un cane. Ci sono ancora la sorella e Pepe – voglio bene ad entrambi – ma il mio amore si è fermato a lui e voglio che sia lui e lui soltanto il mio cane.

Mi dispiace per tutti quelli che non salverò dal canile, starò male al pensiero ma non riesco a cambiare la mia posizione.

Stessa cosa per la musica. Ho avuto ed avrò solo un cantante preferito, uno ed uno soltanto. Da quando non c’è più ascolto tutta la musica che mi capita ma…

Quando scelgo di stare con una persona, sto con lei e con lei soltanto. Non lascio spiragli aperti dove chiunque possa infilarsi come meglio crede approfittando delle fessure per portare scompiglio.

Non ho mai provato perché non credo di essere tanto interessante da avere corteggiatrici, ma anche perché non sono per niente disponibile. Nelle rarissime volte in cui mi è capitato, sapevo che non avrei sopportato che succedesse il contrario per cui ho chiuso ogni possibilità. Quando sono stato messo in condizione di scegliere, non ho mai tenuto – come si dice – il piede in due scarpe.

Quando devi scegliere tra due persone di solito finisci col scegliere la seconda, perché se avessi voluto scegliere la prima, la seconda nemmeno l’avresti notata. Però, o da una parte o dall’altra. Mi torna in mente la frase di un film in cui uno dei protagonisti racconta all’altro della compagna e dell’amante e il secondo gli risponde «così una la tradisci e l’altra la prendi in giro».

Non ho certo i crismi per essere definito Uomo, con la U maiuscola, ma su queste cose proprio non riesco a vederla diversamente. Beato, forse, chi ci riesce. Avrà di più di cui godere ma anche tanto da nascondere e la memoria non deve tradire mai.

L’altro giorno invece, mentre ero in macchina con mio padre, si parlava di un conoscente che tra poco avrà il secondo figlio. Abbiamo discusso, io e mio padre, perché lui non riesce ad accettare il mio pensiero. Ho un figlio, Leonardo, e spero di vederlo crescere e diventare uomo amando lui e soltanto lui. Non saprei dividere l’amore infinito che provo per lui con un altro figlio.

E’ terribile come ammissione, ne sono consapevole, il puzzle formato da i tanti tasselli appena descritti farà di me una persona detestabile, ma io ho riposto non tanto i miei sogni perché vorrei che lui ne avesse di propri, non le mie speranze perché vorrei crescesse senza dipendere dalle mie aspettative, ma tutto il mio amore. Tutto.

Non c’è nient’altro al mondo, nessun luogo, panorama, atmosfera, profumo, colore, suono che io non veda guardando lui e il suo sorriso e non sarei capace di vedere le stesse cose in un sorriso simile ma non uguale. Finirei con l’amare lui e voler bene all’altro/a. Oppure finirei con l’amare l’altro/a e voler un’infinitesima parte di bene in meno a lui. E non riesco a concepirlo. Lui e soltanto lui è tutto.

Perdonatemi ma nel mio modo di vedere non riesco a credere a chi sostenga il contrario. In fondo, anche nell’angolo più recondito del proprio animo, tutti preferiscono una cosa più di un’altra. Basta solo avere il coraggio di ammetterlo.

Non vorrei essere giudicato malamente per questo mio “sfogo”, per questa mia confessione. In fondo Dio giudica gli uomini alla fine dei loro giorni e nessuno è più grande di Lui per permettersi di esprimere un giudizio prima. Credo in Lui che è Uno. E Trino.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L’anagrafe dice che io sia nato – come suggerisce il sito – nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po’ da parte il tifo e vedere lo sport da un’altra angolazione.

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