Pier78

“Spero che venga giù l’aereo”, scandalo a Radio International di Bologna

Radio International
Durante la trasmissione “Made in Bo” di Radio International Bologna, un’ascoltatore spera che cada l’aereo della Juventus di ritorno da Cardiff.

Il conduttore della trasmissione “Made in Bo” su Radio International, l’ultrà Tosco, invita l’ascoltatore a continuare nonostante questi stia dicendo frasi gravissime.

In studio qualcuno prende le distanze, ma Tosco insiste. L’ascoltatore in preda al delirio augura la morte e lo speaker gli dà corda “Io voglio la morte di tutti gli juventini deformati“.

Nel video si può sentire tutta la follia dell’ascoltatore e di Tosco alla conduzione del programma.

Ora, va bene la fede calcistica anche se non sono di quelli che riesce a giustificare nemmeno una spinta quando si parla di calcio. Lo sfottò ci sta tutto fino a che resta simpatico, goliardico e non certo come quello post-derby Lazio-Roma.

E nemmeno come il coro intonato contro il Napoli (inteso come tifosi, giocatori, staff) “Vesuvio lavali col fuoco“o roba simile.

Però si sta parlando di calcio, solamente visto dalle tribune o dal divano di casa propria. Una passione, certo. Sfrenata per alcuni, un amore per altri, ma è uno degli sport in cui qualcuno guadagna miliardi mentre chi picchia, chi accoltella, chi ferisce, chi umilia, chi uccide dal calcio non prende un solo euro e magari non lavora, magari ha una famiglia, dei figli a cui sottrae dei beni (anche solo la propria presenza) per assistere ad una partita.

E riversare le proprie frustrazioni, i propri fallimenti, la propria miseria sulla squadra avversaria o sull’arbitro.

Quando ero più giovane il calcio mi piaceva di più. Poi sono cresciuto e ho fatto l’arbitro. Questo mi ha permesso di comprendere tante, tantissime cose.

Il pallone è stato un amore grande. Ogni volta che vedo un pallone mi brillano gli occhi. Mi piace guardare qualche partita in TV quando c’è del bel calcio o quando gioca la Juventus, per cui faccio il tifo.

Tifo sano però. Che vale quando la squadra per cui faccio il tifo vince e quando perde.

Perché se anche l’arbitro ci fischiasse contro 745 rigori e convalidasse 111 gol in fuorigioco…chi se ne frega. Lo stesso se gli episodi fossero a favore. Anzi, vincere con il favore di qualche episodio dubbio non mi è mai piaciuto e mai mi piacerà.

Però non nutro il pensiero della malafede, in alcuna circostanza. Per me l’arbitro, qualsiasi decisione prenda, l’ha decisa nel migliore dei modi.

Se una squadra avversaria vince, è perché è stata più forte. Più forte degli avversari, più forte delle decisioni arbitrali.

Ecco perché quanto sentito a Radio International è scandaloso.

Parole del genere dovrebbero essere fermate sul nascere e chi le pronuncia dovrebbe essere riconosciuto e denunciato.

Augurare che l’aereo, con a bordo di giocatori della Juventus, di ritorno da Cardiff cada è una cosa vergognosa, per usare un eufemismo.

Com’è vergognoso dire, da conduttore, “Io voglio la morte di tutti gli juventini deformati“.

La Juventus darà fastidio, sarà antipatica perché vince sempre. E’ stata la prima a vincere sei scudetti consecutivi in Italia. E’ una Grande Juventus come ci fu un Grande Torino.

Con un ciclo di vittorie che solo il destino riuscì ad interrompere. Un Grande Torino che è rimasto nella storia, immortale, ancora più Grande.

Una sciagura del genere non dovrebbe accedere mai. E’ successa e qualche imbecille riesce anche a riderci sopra, come qualche imbecille ride dei caduti allo stadio Heysel (di cui oggi ricorre l’anniversario).

E c’è da augurarsi che non si ripeta. Mai. Né in Italia né nel insignificante campionato di qualche paese sperduto nel mondo.

La trasmissione “Made in Bo” di Radio International è stata sospesa perché il presidente dell’emittente, Pedrini, ha preso il controllo della situazione: «E’ una cosa che non tolleriamo, per noi la trasmissione finisce qui».

Qualcuno con il buon senso, morale e professionale, per fortuna è ancora in giro.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L’anagrafe dice che io sia nato – come suggerisce il sito – nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po’ da parte il tifo e vedere lo sport da un’altra angolazione.

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