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L’istruzione distrugge la creatività ma è sempre possibile recuperarla

creatività
La generazione degli studenti odierni è fortunata, vivrà in un mondo di persone istruite. Ma che fine farà la creatività?

Essere istruiti non è solo importante ma fondamentale. Avere buoni voti a scuola portano gli studenti ad avere un’elevata istruzione che consente di poter accedere a prestigiose università in tutto il mondo, garantendosi opportunità di un radioso futuro.

Però, ironia della sorte, la scuola fornisce informazioni al nostro cervello ma, nonostante aumentino le persone istruite, sarà la capacità di essere creativi a rischiare di essere soppressa.

Non mi interessa essere creativo

Nessuno dovrebbe dirlo. La creatività è una delle chiavi del successo perché ogni settore ha sempre bisogno di innovazione, ci sono sempre problemi e difficoltà e si deve essere creativi per risolverli e superarli.

Gli scienziati hanno identificato due processi di pensiero principali, il pensiero convergente e il pensiero divergente. La scuola e l’istruzione in generale si concentrano sul pensiero convergente ovvero trovare risposte assolute, definitive ma in realtà abbiamo necessità del pensiero divergente cioè la capacità di trovare più di un modo per risolvere un problema. Per questo la creatività è essenziale.

L’importanza del pensiero divergente

In una ricerca condotta dal neuroscienziato Adreasen è emerzo che il quoziente intellettivo indica una persona creativa ma è il pensiero divergente a farlo.

Partendo dal presupposto che tutti sono creativi in modo diverso, le persone con punteggi più alti nel pensiero divergente mostrano una natura altamente creativa.

La scuola fornisce le conoscenze di cui abbiamo bisogno e ci portano alla formazione di un pensiero convergente ma è il pensiero divergente a permetterci di lavorare nel modo migliore ed ottenere i più grandi risultati.

Spesso quando ci si trova di fronte ad un problema, si tende a pensare ad una, massimo due soluzioni valutando i pro e i contro. Pensa ad una riunione in cui una persona suggerisce la soluzione A e tutti i partecipanti la valutano. Poi un’altra persona propone la soluzione B e tutti la valutano. Intanto le due persone tendono a sostenere le proprie idee screditando quella altrui fino a che non si arriva a quella che viene definita la soluzione migliore.

Riesci a capire quanto sia poco produttivo questo atteggiamento?

Leggi anche “20 cose che solo una mente altamente creativa potrebbe comprendere”

Per questo sarebbe opportuno trovare almeno 10 soluzioni per un problema. Prova e ignora per un attimo la loro fattibilità.

Per esempio, un dirigente ti chiede come rendere maggiormente visibile il sito dell’azienda. L’approccio comune è dare un suggerimento e valutare l’opzione. Con il pensiero divergente invece prima si trovano idee diverse (profilo Instagram per coinvolgere un pubblico diverso, restyling del sito, correzione dei bug, sviluppo di nuove funzionalità, buoni sconto, acquisti online e via dicendo) e poi si valutano tutte trovando punti a favore e a sfavore.

Per le persone a cui non vengono in mente 10 idee, lo scrittore inglese Matt Ridley ha introdotto il concetto di “idea del sesso” cioè unire due idee per “generare” una nuova idea. Questa pratica risulta particolarmente utile quando il serbatoio dell’inventiva è vuoto.

Cosa fare quando non si trovi nemmeno un’idea?

La creatività si ottiene connettendo le cose” diceva Steve Jobs e anche “la maggior parte delle persone non trova punti di connessione perché non hanno avuto esperienze differenti“.

Peressere innovativi serve una vasta base di conoscenze.

Troppe volte scorriamo siti, pagine, articoli, video senza leggerli perché li consideriamo “non interessanti”. A volte siamo troppo esigenti mentre altre troppo superficiali e ci limitiamo a dire “Sì, No, Lo so già” senza l’intenzione di approfondire un argomento.

Espandere la conoscenza non fa male e non è un male. Non si può sapere quando potrà tornarci utile l’informazione che abbiamo acquisito.

La creatività non corrisponde al numero di idee generate

Essere creativi non si misura sul numero di idee che vengono partorite ma dalla capacità di trasformare le idee astratte in soluzioni pratiche.

Quando si va alla ricerca di un’idea è fondamentale avere in mente l’obiettivo da raggiungere. Trovare diversi modi per arrivare allo scopo allena il cervello per le occasioni future, migliora il pensiero divergente e stimola la creatività.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di vedere lo sport da un'altra angolazione.

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