Pier78

In Portogallo il calcio parla cinese

In senso meno bellico dell’originale significato della locuzione latina “Divide et Impera” e forse più vicina all’ambito informatico che a quello tirannico, la Cina si espande e conquista. Da poco a tanto. Divide gli interessi in tante branchie e piano piano ottiene il controllo.

Si intendono tanti aspetti della vita ma quello che fa specie è la notizia che arriva dal Portogallo. Dopo tanti giocatori di vari livelli, pagati fiori di milioni dai campionati occidentali per farli giocare in Cina e far conoscere meglio il calcio ai cinesi, arriva la notizia che il campionato della serie B portoghese si tinge di giallo.

Nessun dramma, almeno non inteso nello stretto senso della parola. La Ledman Optoelectric ha raggiunto un accordo con la Lega professionistica portoghese per sponsorizzare il campionato cadetto con un importante accordo commerciale. Anche se più che una sponsorizzazione, sembra una colonizzazione.

L’azienda cinese realizza i pannelli pubblicitari che circondano il terreno di gioco degli stadi in quasi tutto il mondo e con questo accordo non solo ha ottenuto che il campionato si chiami Ledman Liga Pro ma ha preteso, tra le clausole, l’invio in Portogallo di tre assistenti allenatori e dieci calciatori che saranno assegnati uno per squadra alle prime dieci del campionato.

Inizialmente la clausola prevedeva che le società avrebbero anche dovuto farli giocare obbligatoriamente ma in seguito c’è stata una piccola retromarcia, anche a causa dell’insurrezione del sindacato giocatori (la parola sindacato ha spaventato anche la Cina), ed è stato stabilito che le squadre non saranno obbligate a far giocare i cinesi ma solo tenerli nella rosa per far progredire il calcio nel paese della Grande Muraglia.

Così le mani cinesi si allungano e arrivano a conquistare un campionato. A suon di yuan che sembrano non finire mai di sicuro non sarà l’unica vendita che saremo costretti a vedere.

Vale sempre la conclusione di quella barzelletta che dice «Non sono le prostitute che mancano, sono i soldi». Solo che in Cina quelli non mancano.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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