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Il piacere della scrittura a mano, magari con la penna stilografica

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Il piacere della scrittura a mano, magari con la penna stilografica

Qualche sera fa ho scoperto, con grande rammarico, che nelle scuole non si usa più la penna stilografica. Lo immaginavo, ora che dev’essere tutto veloce, rapido e semplice ma speravo che, almeno nelle scuole, venisse mantenuto l’antico piacere della scrittura con tutte le sue peculiarità e i bambini imparassero a scrivere con più tipologie di penne.

A scuola non ho mai amato la penna stilografica. E’ vero che la sua è una scrittura distintiva ma alle scuole elementari era più divertente schizzare inchiostro dal pennino, fare strani disegni sulla carta assorbente (un foglio per ogni quaderno) o passare la cancellina sulle righe del compagno di banco per impedirgli di poter scrivere piuttosto che imparare a piegare la mano per stili diversi di calligrafia.

Ai miei tempi non c’era ancora il correttore (il bianchetto) che copre gli errori e rende la pagina una crosta antiestetica. La scrittura con la penna stilografica consentiva, al massimo, un errore. Si cancellava e si riscriveva con la parte opposta della cancellina, il pennarello a punta fine che lasciava un tratto tremolante.

Dopo la terza elementare, mi pare, veniva lasciata libera scelta: continuare ad usare la stilografica (ma c’erano anche le varianti di penne con inchiostro intercambiabile ma punta a sfera) oppure le penne a sfera cancellabili con la gomma sul cappuccio (le Replay, per intenderci) o per i più “grezzi”, le Bic, economiche, semplici e praticamente eterne (erano come il Nokia 3310, per quante volte cadessero a terra, funzionavano sempre!).

Ma già quella prima scelta lasciava intendere quale fosse il rapporto tra “scrittore” e foglio di carta. Chi aveva un rapporto dovuto con la scrittura sceglieva qualsiasi penna gli capitasse tra le mani, chi invece avesse voluto distinguersi continuava ad usare la stilografica. E continua a farlo, anacronisticamente, sfidando tablet e computer.

Certe cose, ormai, devono essere scritte in modo digitale, non se ne può fare a meno, vuoi per comodità o per rapidità (e-mail, blog, siti web, etc…) ma ce ne sono altre che vincono le leggi del tempo e la modernità, offrendo un piacere doppio, a chi legge ma anche a chi scrive, con un calore ed un’atmosfera che si credono perduti.

Amo scrivere a mano. Appunti, biglietti, lettere. Anche quello che diventerà digitale prima lo scrivo a mano e quando non sono davanti al computer o non ho smartphone e tablet a disposizione, ho un fedele Moleskine le cui pagine non andranno perse tra milioni di file. Purtroppo non uso più la stilografica ma la matita e la penna più preziose che ho, che conoscono tutta la mia vita e, nell’inchiostro del passato, lasciano il segno di chi sia e da dove venga.

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Pier