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Elisabetta I, la storia amorosa della “regina vergine”

Elisabetta I
Elisabetta I, regina d’Inghilterra dal 1558, era contesa da molti spasimanti ma era innamorata di uomo già sposato.

La storia della regina Elisabetta I d’Inghilterra è ricca di episodi che l’hanno resa famosa nel tempo come la vittoria nella guerra contro la Spagna, l’inizio della colonizzazione dell’America settentrionale e la costruzione delle basi per rendere la nazione una potenza commerciale e marittima.

Quella che invece è stata spesso taciuta è la vita sentimentale di una donna innamorata che, nonostante la carica ricoperta, non poteva convolare a nozze con l’amato in quanto questi risultava già sposato.

Ma andiamo con ordine.

Elisabetta I e  Lord Robert Dudley, amore di gioventù

Robert Dudley apparteneva ad una famiglia poco rispettabile in quanto padre e nonno erano stati giustiziati come traditori. Quella che sembrava una vita destinata a calcare le stesse orme dei predecessori, cambiò improvvisamente scenario quando, il 17 novembre 1558, Elisabetta I salì al trono d’Inghilterra.

Si dice che Dudley ed Elisabetta fossero coetanei, anche se le note storiche evidenziano come Dudley dovesse essere nato nel 1532. I due furono amici dall’infanzia e crebbero insieme, a stretto contatto, provando sentimenti più profondi della semplice amicizia.

Addirittura l’uomo, durante il regno di Maria Tudor, sorellastra di Elisabetta, vendette alcune delle proprietà familiari per aiutare la principessa estromessa dalla corte.

Una volta diventata regina, Elisabetta I nominò Dudley “Master of the horse” che all’epoca indicava un importante funzionario dei sovrani mentre oggi ha più valore cerimoniale. Ma i favori verso l’uomo non si ridussero a questo.

La regina voleva che l’uomo, soprannominato “lo zingaro” dai suoi denigratori,  le stesse sempre vicino durante ogni spostamento e a lui concesse, oltre diversi beni immobili, anche una licenza per l’esportazione di manufatti esenti da dogana e la luogotenenza del castello e della tenuta di Windsor.

Verso di lui la regina nutriva un attaccamento quasi morboso, non voleva perderlo mai di vista anche perché l’uomo poteva sfoggiare un fisico prestante ed era molto apprezzato dalle donne di ogni rango ed età.

Proprio per difendere la sua reputazione, Elisabetta non lesinava lodi nei suoi confronti, esaltandone bellezza, intelligenza e capacità senza che – la storia lo insegna – fossero davvero meritate.

L’unico iniziale veto che la regina pose nei suoi confronti fu l’ambasciata estera. Non perché il protetto non meritasse la carica ma semplicemente per evitare che l’uomo si allontanasse troppo dal palazzo reale. Ai tempi del suo regno erano famose le visite, diurne e notturne, di Elisabetta I alle camere del favorito.

Dudley era nella condizione di privilegiato, tale per cui potesse muoversi come meglio credeva avendo la regina a proteggere ogni sua azione.

Un matrimonio all’orizzonte

A corte però c’era un problema che doveva essere risolto relativamente in fretta: la regina doveva sposarsi per dare alla nazione un erede al trono.

Enrico VIII, padre di Elisabetta, aveva scandalizzato l’Inghilterra con i suoi sei matrimoni che avevano scaturito una successione molto discussa. Negli undici anni dopo la sua morte, la nazione era stata governata da Edoardo VI – suo figlio – dalla salute precaria.

Dopo la morte era salita al trono l’impopolare Maria che regnò per cinque anni senza lasciare eredi. Ora toccava ad Elisabetta I, figlia di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII.

Naturalmente come pretendenti alla mano della regina si erano proposti personaggi di nobile lignaggio come un principe svedese, il duca di Sassonia, un nipote del re di Spagna e molti altri. Ma la risposta della regina fu sempre negativa.

Sembrava non volesse considerare un matrimonio politico che potesse aprire relazioni e alleanze con altri paesi. La regina voleva uno sposo inglese e la sua attenzione non poté che finire su Robert Dudley.

Una presenza ingombrante

Tutti i propositi di matrimonio con Dudley però dovevano affrontare un ostacolo: il cavaliere era già sposato.

Circa nove anni prima, quando Dudley non aveva ancora compiuto 17 anni, l’uomo si era unito in matrimonio con Amy Robsart, figlia unica di un proprietario terriero e unica erede alla fortuna famigliare.

Al matrimonio aveva presenziato anche Elisabetta, allora principessa e lontana dalla possibilità di sedere al trono della nazione.

All’inizio il rapporto tra Dudley e Amy sembrava felice ma, con il passare del tempo, l’uomo trascorreva lunghi periodi a Windsor, lasciando sola la moglie nella loro casa in campagna. I due non avevano avuto figli.

Si iniziò a mormorare riguardo la possibilità che Dudley non avesse solo impegni istituzionali a corte ma che fosse l’amante della regina, dicerie che finirono per turbare Amy.

Nel settembre del 1560, una domenica, la casa di Amy Robsart era in subbuglio in vista dei preparativi per una fiera che si sarebbe tenuta nel vicino villaggio di Abingdon. Amy, per l’occasione, concesse ai domestici una giornata di libertà per poter restare sola, in casa, con i propri pensieri.

La sera, quando la servitù rientrò si trovò di fronte una scena raccapricciante: la donna giaceva a terra, ai piedi delle scale che dal piano superiore conducevano all’ingresso, con il collo spezzato.

Omicidio o incidente?

Il primo sospettato della morte di Amy Robsart fu immediatamente Robert Dudley. Nella mente di tutti, l’idea era che l’uomo volesse sbarazzarsi dell’ingombrante presenza della moglie per poter sposare la regina.

Elisabetta I, inizialmente, fu costretta ad allontanare il preferito dalla corte in attesa che emergessero maggiori dettagli sulla macabra vicenda. Qual era la verità? Qualcuno sostenne che pochi giorni prima, La regina Maria di Scozia e rivale di Elisabetta, avesse affermato che Dudley, con l’intento di poter convolare a nozze con Elisabetta, avesse ucciso la moglie.

Dopo due settimane di lutto di corte, furono celebrati i funerali di Amy e la salma fu seppellita nella cappella reale. Dudley fu scagionato da ogni possibile implicazione nel decesso della moglie e poté essere riammesso a corte, ancora come favorito della regina e potenziale futuro sposo.

L’inchiesta dell’epoca tende a scagionare Robert Dudley da ogni colpa anzi, sembra – ma si tratta di ipotesi – che la moglie soffrisse di un tumore al seno e amici e conoscenti l’avessero spesso sentita pregare Dio perché ponesse fine alla sua sofferenza. Nella fase avanzata, questa malattia coinvolge anche la spina dorsale rendendola molto più debole, tanto che anche un minimo colpo potrebbe spezzare il collo.

In questo caso la donna potrebbe essere caduta dalle scale e, una caduta che non sarebbe stata pericolosa per lei fu fatale.

Nonostante fosse tornato uomo libero, in tutti i sensi, Elisabetta preferì non sposare Dudley ma restare sua amante.

Qualche anno dopo lo nominò conte di Leicester limitandone però i poteri d’azione: «Intendo che qui continui ad esserci una sola padrona e nessun padrone» disse la regina.

Dudley continuò a servire la regina per altri 30 anni, sfidandone le ire in occasione dei suoi due successivi matrimoni.

Elisabetta, per tutta la durata del suo regno, non fece nulla per mettere a tacere le chiacchiere sul suo conto e sul ruolo di Roberto Dudley e il rapporto con lui. Anche in età avanzata, non più in grado di avere figli, scelse come favorito Robert Devereux conte di Essex, diventando forse amante ma senza mai sposarlo.

Anzi, quando il nuovo favorito – forte della propria posizione – cercò di prendere maggiore potere, la regina – complice anche una campagna fallimentare contro i ribelli irlandesi nella guerra dei nove anni – lo fece arrestare e giustiziare.

Elisabetta I morì nel 1603 e lasciò il trono al figlio dell’odiata Maria Stuarda, regina di Scozia e, proprio per non aver lasciato un diretto erede al trono, viene spesso ricordata come la “regina vergine“.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
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Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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