Pier78

Come parlare di videogiochi con gli adolescenti, guida per adulti

videogiochi
Come parlare di videogiochi con tuo figlio (ma anche tuo nipote) che trascorre intere giornate davanti al monitor per capirlo e conoscerlo più a fondo.

Tuo figliotrascorre ore ed ore con il joypad della sua console di gioco, immerso in un mondo virtuale parallelo fatto di spari, missioni, guerre o costruzioni mentre tu, come me d’altra parte, ti sei fermato ad una vecchia PlayStation ma i tuoi ricordi più nitidi sono ancora legato ai primi Super Mario Bros di Nintendo.

Ora, tra i nostri videogiochi ed i loro c’è un abisso in termini di grafica, di intelligenza artificiale, di modalità di gioco, cose che noi “maturi” non potevamo nemmeno sognare quando eravamo noi adolescenti.

Questo già potrebbe essere sufficiente a spiegare, in parte, il motivo per cui preferiscano passare un pomeriggio incollati di fronte ad un monitor (attenzione alla dipendenza da tecnologia) piuttosto che uscire in bicicletta o fare una partita di calcio con gli amici.

Però non basta come spiegazione o giustificazione. Serve capire molto di più e assicurarsi che la personalità dell’adolescente non venga plasmata dai videogiochi in modo quasi irrimediabile.

Per proiettarsi nel loro mondo parallelo è indispensabile parlare facendo in modo che non si sentano solo coinvolti nel discorso ma che si sentano protagonisti.

Magari non aspettano altro che potersi confrontare con qualcuno più grande di loro.

Come avere una conversazione sui videogiochi

1. Convincere vostro figlio che siete interessati

Se in passato avete giudicato i videogiochi come un’inutile perdita di tempo, chiedere di parlare dell’ultimo titolo a cui stanno giocando potrebbe non farti risultare molto credibili.

Quindi chiedi scusa e spiega che sei realmente interessato a conoscere quel gioco e magari chiedi quando lui sia più libero per parlarne. Ovviamente se lui si proponesse per la sera, dopo cena, fatti trovare libero e disponibile.

E’ sicuramente meglio una chiacchierata col proprio figlio che il film in programmazione su quale rete televisiva.

2. Fa’ che lui si senta esperto

Fa’ in modo che il bambino ti lasci entrare nel suo mondo conducendoti per mano, lui esperto e tu principiante. Lascia che sia lui a parlare, a guidarti perché tutte le incertezze che potrebbe avere fuori dalla console di gioco non si ripropongono nel mondo virtuale dove magari ha ottenuto ottimi punteggi e raggiunto gradi di gioco che tu, come me, non raggiungerai mai. Ogni volta che gioca il bambino partecipa ad una ricerca che migliora le sue capacità decisionali e aumenta la sua esperienza.

Lascia che sia lui ad avere autorità nel vostro dialogo. Tu chiedi, fa’ domande anche se possano sembrare ingenue. Ci saranno tante cose che non capirai e approfittane per fartele spiegare anche perché, così facendo, migliori la sua capacità dialettica.

3. Impara ad ascoltarlo

Ricordi quando hai iniziato a scrivere? O le prime volte in cui usavi un computer? Nessuno ti ha lasciato fare da solo, ti hanno insegnato, ti hanno spiegato come si facesse una lettera piuttosto che a cosa servisse un tasto. E tu ascoltavi.

In questo caso devi fare lo stesso, ascolta e presta attenzione. Anche se inizialmente l’argomento potrà sembrarti noioso, continua ad ascoltare e fare domande.

Chiedere è il modo migliore per far sentire a tuo figlio che sei interessato.

4. Stuzzica il suo entusiasmo

Quando tuo figlio parla di qualche aspetto del gioco che lo entusiasmi, incalzalo con nuove domande: qual è stato il punteggio più alto? Chi detiene il record? Chi gioca meglio?

Sei curioso di conoscere quali siano le cose che rendono felice tuo figlio, no? Allora vale anche per questo caso.

Non scherzare su quelli che lui definisce successi, complimentandoti con lui come faresti per qualsiasi altro hobby che rientri nella tua sfera.

5. Non scatenare il panico

Se noi siamo cresciuti a cavallo dell’era digitale, i nostri figli ne fanno pienamente parte. Tra di loro parlano di computer, processori, virus e antivirus e pensano di sapere già tutto riguardo il mondo virtuale che comprende i computer, in senso esteso (quindi componenti, reti, internet, hacker e via dicendo).

Non metterti dalla parte del genitore apprensivo che teme per la loro sicurezza online e toglie loro il respiro. Collabora e spiega quali possano essere i modi migliori perché rimanga al sicuro.

Aiutalo a proteggere la sua identità, la sua privacy, consenti di costruire relazioni sociali virtuali, fidati di lui e dichiarati pronto ad intervenire non appena si presenti anche il più piccolo problema.

Concedere fiducia è un mezzo per sviluppare la sua responsabilità e la sua crescita, non mostrarti ossessivo ma presente esattamente quando serve. Così facendo sarà più facile anche per lui aprirsi e raccontarti qualcosa che lo impensierisce.

Internet poi non è il covo del male ed i bulli sono tanto in rete quanto nel cortile della scuola.

Domande utili

A cosa stai giocando? Inizia così, per scoprire quali siano i titoli nello scaffale e chiedi di classificarli oralmente per tipo, genere, e quali siano i preferiti per ogni categoria ed il preferito in assoluto.

Come giochi? In quali videogiochi sei più bravo? Quali invece non ti divertono?

Con chi giochi? Giochi da solo o con altri giocatori online? Fai parte di una squadra? Com’è giocare con o contro sconosciuti? Meglio giocare contro il computer o con qualche giocatore reale?

Chi si fa a giocare con? Suoni regolarmente con persone reali? Forse in una squadra, o di un clan? Com’è giocare contro persone anonime, e bot? Che tipo di avatar avete?

Cosa pensi io abbia capito sui videogiochi? 

Ultimo passo

Una volta compreso che il gioco è un divertimento serio per il figlio, si vedrà il tempo trascorso alla console in modo diverso rispetto alla classica perdita di tempo. Aperta questa breccia, sarà più facile stabilire delle regole su quali giochi sarebbero da scegliere e quanto tempo trascorrere davanti al monitor.

Partecipa anche tu. Chiedi a tuo figlio di insegnarti a giocare e potrai raggiungere un compromesso. Tu giochi con lui per due ore al suo videogioco preferito e lui presterà attenzione a te quando vorrai insegnarli a fare qualcosa.

Se poi dovessi riscontrare dei possibili problemi nel bambino che sembrino derivare dai videogiochi e riguardano qualche comportamento anomalo, non aspettare che sia troppo tardi ed affidati ad un medico o uno psicologo perché possa aiutare te e soprattutto lui a riprendere il controllo della propria giovane vita.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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