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Benvenuto a Marly-Gomont, la mia recensione sul film

marly-gomont

Dopo aver annullato qualsiasi abbonamento alle pay tv ma visto che mi piace, prima di addormentarmi, guardare un film fino a che gli occhi reggono, ho attivato temporaneamente l’abbonamento a Netflix.

Tra i tanti titoli disponibili, qualche sera fa l’attenzione è ricaduta su “Benvenuto a Marly-Gomont“, una commedia francese di cui non conoscevo l’esistenza perché in Italia non è arrivata nelle sale cinematografiche e pare nemmeno in versione home video ma risulta disponibile solo, appunto, su Netflix.

Le commedie francesi mi piacciono abbastanza anche perché, nel corso degli ultimi anni, la cinematografia francese ha saputo raggiungere risultati molto interessanti con titoli che hanno riscontrato grande successo come “Giù al Nord” e”Quasi Amici” tanto per citarne due, ma l’elenco sarebbe più lungo.

Questo film non gode della fama degli altri titoli citati ma ritengo sia molto gradevole per la leggerezza con cui tratta il difficile argomento dell’integrazione razziale, mantenendo un tono sempre delicato anche quando la piega potrebbe essere diversa.

La trama di “Benvenuto a Marly-Gomont”

Il film è ambientato negli anni ’70 e il giovane Seyolo Zantoko si trasferisce in Francia dallo Zaire per studiare medicina. Una volta ottenuta la laurea, il medico sogna di poter esercitare la professione di medico proprio in Francia e portare con sé anche la propria famiglia con moglie e due figli. Privo della cittadinanza francese l’unica speranza deriva dall’offerta del sindaco di Marly-Gomont, un paese a circa 150 km a nord-est di Parigi, quasi al confine col Belgio, in piena campagna e basato su un’economia rurale. Questa destinazione apre una piccola crisi familiare perché la moglie è convinta di trasferirsi a Parigi ed invece si ritrova in mezzo alle cascine dove, oltretutto, le poche persone non hanno mai avuto a che fare con persone provenienti dall’Africa. In questo contesto la vita di Zantoko sarà difficile sia dal punto di vista familiare che professionale.

Regia: Julien Rambaldi

Genere: commedia drammatica

Durata: 93 minuti

Cast: Marc Zinga, Aïssa Maïga, Jonathan Lambert, Rufus, Nissim Renard

Anno: 2016

Paese: Francia

Opinione

L’argomento dell’integrazione non è mai semplice da affrontare ma il film, tra umorismo ed emozione, si crea un bel rapporto con lo spettatore che non può non apprezzare i protagonisti. Ottimo il lavoro del regista che riesce a sottolineare tutte le difficoltà di Zantoko senza farlo diventare patetico, lasciando appena intuire lo sconforto ma senza calcare la mano.

Oltre al disagio professionale perché nessun paziente vuole farsi curare da un medico nero che lo costringe ad andare a lavorare in cascina e occuparsi del bestiame, si aggiunge anche la crisi familiare con la delusione della moglie che non sopporta l’idea di vivere in un angolo sperduto della Francia quando il suo desiderio sarebbe stato di vivere a Parigi o Bruxelles, capitale belga in cui vivono i loro parenti. A tutto questo si aggiungono gli intrighi politici del rivale del sindaco in carica che cerca in tutti i modi di ottenere consensi, arrivando ad architettare l’arresto del medico.

La crisi esistenziale viene superata proprio grazie alla spinta offerta dalla visita dei parenti di colore da Bruxelles che sembrano usciti da una commedia ambientata ad Harlem tra abiti vistosi e di gusto particolare e canti gospel durante le messa e anche grazie alla passione per il calcio della figlia Sivi che a suon di dribbling e reti, riuscirà a farsi apprezzare dalla gente di Marly-Gomont.

Gli spunti daranno a Zantoko la voglia di vincere contro l’ignoranza, la diffidenza ed il razzismo e ritagliarsi un ruolo all’interno del piccolo paese senza alcuna superiorità ma con l’umiltà che lo ha caratterizzato dal primo giorno.

A sorpresa poi si scopre che la storia è reale, narrata dal figlio di Zantoko che, nella realtà, è musicista ed è lui ad aver composto la musica che chiude il film semplice ma bello, da vedere anche e forse soprattutto in compagnia dei bambini.

Dopo aver annullato qualsiasi abbonamento alle pay tv ma visto che mi piace, prima di addormentarmi, guardare un film fino a che gli occhi reggono, ho attivato temporaneamente l'abbonamento a Netflix. Tra i tanti titoli disponibili, qualche sera fa l'attenzione è ricaduta su "Benvenuto a Marly-Gomont", una commedia francese di cui non conoscevo l'esistenza perché in Italia non è arrivata nelle sale cinematografiche e pare nemmeno in versione home video ma risulta disponibile solo, appunto, su Netflix. Le commedie francesi mi piacciono abbastanza anche perché, nel corso degli ultimi anni, la cinematografia francese ha saputo raggiungere risultati molto interessanti con…

Un film piacevole da vedere in famiglia

Regia - 8
Interpretazione - 7
Trama - 7.5

7.5

Valido

Un film praticamente sconosciuto per tutta la famiglia che affronta una tematica difficile trattandola con leggerezza.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui pubblico notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di vedere lo sport da un'altra angolazione.

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